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Se la ripresa arriva davvero
pubblicato il 27.07.2015

Se la ripresa arriva davvero

Previsioni al rialzo, pressione fiscale in calo, consumi che riprendono. Pare che in questo 2015 le cose per l'Italia inizino finalmente a mettersi meglio. "Un quadro che non ignora difficoltà" ma "con tinte rosa predominanti", come sostiene anche l'ultimo rapporto Afo2015-2017, redatto dall'Abi insieme agli uffici studi delle principali banche del Paese, in cui per quest'anno si prevede una crescita del Pil dello 0,7%, che poi raggiungerà l'1,6% nel 2016-2017. 

Il documento conferma "l'uscita delle nostra economia dalla recessione". I consumi, in particolare, "dovrebbero beneficiare della risalita del reddito disponibile reale (+0,9 in media nel triennio di previsione 2015-2017 contro una contrazione pari al -1,5% medio annuo dal 2008 al 2014) alimentata da una buon ripresa dell’occupazione e da un consolidamento della fiducia delle famiglie". 

Le stime del Centro studi di Confindustria prevedono anche un ripresa della domanda di lavoro che si rafforzerà progressivamente nella seconda metà del 2015 e per tutto il 2016. Il tasso di disoccupazione scenderà al 12,3% nel 2015 (da 12,7%) e al 12% nel 2016. 

Solo previsioni? No, iniziano a esserci anche diversi segnali concreti. In primavera era stata Confcommercio a far sapere che il mese di aprile aveva fatto registrare una crescita dei consumi pari a +0,5% (ai massimi da 2 anni) rispetto a marzo. Un incremento dello 0,8% tendenziale che aveva spinto l'organizzazione di categoria a confermare le previsioni di crescita annuale dell'1,1% e dell'1,4% per il 2016. 

Ora, è un'analisi Confesercenti-Swg che sostiene che a luglio la percezione delle famiglie italiane della propria situazione economica sia migliorata. Quelle in difficoltà sono scese dal 14% di maggio al 12%. Benché al Sud la quota di famiglie che dichiara di non riuscire a coprire le proprie spese indispensabili sia aumentata, passando dal 10% al 16%, a livello nazionale si registra un generale miglioramento del sentimento delle famiglie sulla propria capacità reddituale. Probabilmente per via dei segnali di miglioramento dell'economia e dell'occupazione. 

Altro segnale positivo arriva dall'Istat, secondo cui nel 2014 le tasse sulle imprese sono diminuite del 10% riducendo il prelievo sulle aziende di 2,6 miliardi di euro. Il dato è frutto di un modello di microsimulazione basato sulle dichiarazioni fiscali delle imprese e riguarda il 2014, ovvero non considera i nuovi sgravi scattati nel 2015: la riduzione dell'Irap, dalla quale può ora essere tolto il costo del lavoro, e la decontribuzione sui nuovi assunti con il Jobs Act. Per cui salvo amare sorprese da parte del governo, l'anno prossimo la pressione fiscale sulle imprese sarà ancora più leggera.

 

 

 

TAG: economia tasse

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